Tutto quello che devi sapere prima della riapertura per contrastare adeguatamente il coronavirus e lavorare in sicurezza.

Dopo un lungo periodo di “stop” durante il quale molte attività sono rimaste ferme per via dell’epidemia del covid-19, a partire dal 4 maggio 2020 si potrà gradualmente cominciare a tornare a lavoro.

Le indicazioni generali prevedono degli adeguamenti ai propri DVR che includano anche tutte le precauzioni che il datore di lavoro dovrà adottare al fine di tutelare la salute dei propri lavoratori.

Sicuramente le aziende che potranno far proseguire con lo “smartworking” la propria attività, dovranno continuare ad agevolare questa prassi, ma le altre che non potranno proseguire in questo modo, come le piccole attività commerciali, le imprese edili gli studi medici e dentistici o quelli fisioterapici come dovranno e potranno tutelarsi?

L'istituto superiore di Sanità da delle indicazioni chiare al riguardo

Grazie alle linee guida che l’ISS ha emanato ed emana periodicamente in merito alle precauzioni da adottare per contrastare il Covid-19 ce ne sono alcune molto importanti che riguardano gli adempimenti da adottare sul luogo di lavoro.

In linea generale, questi si rifanno molto al buon senso.

Una adeguata areazione dei locali prima di soggiornarvi, il distanziamento delle postazioni di lavoro, adeguati interventi di pulizia e sanificazione dei locali e degli impianti di condizionamento, la consegna di adeguati DPI sono fra le misure principali da adottare affinchè si possa tornare a lavoro.

Gli interventi di sanificazione e le agevolazioni fiscali

Allo stato attuale nessuna attività commerciale è obbligata ad effettuare (o meglio a far effettuare) degli interventi di sanificazione ambientale da parte di ditte specializzate come la nostra; tuttavia va considerato che questa prassi diventa obbligatoria (quella di una sanificazione approfondita che solo un professionista può fornire) qualora nei propri uffici vi siano stati casi di coronavirus, il che include la possibilità che non debba trattarsi per forza di un nostro dipendente, ma potrebbe essersi ammalato un cliente che ci è venuto a trovare, la signora che fa le pulizie oppure il ragazzo che rifornisce i distributori del caffè etc.

Al di la di questo però vi sono dei comportamenti che potremmo definire del “buon padre di famiglia” che seppur non ancora resi obbligatori, ci impongono un dovere -quanto meno- morale di tutelare per il meglio chi collabora con noi, i nostri clienti, i fornitori; anche perchè un eventuale focolaio in azienda di Coronavirus comporterebbe quasi sicuramente la chiusura temporanea dell’attività (specie se di piccole dimensioni) o la messa in quarantena delle persone che stavano più a stretto contatto con il malato.

E’ per questa ragione che prevedere degli interventi di sanificazione ambientale con cadenza periodica diventa per molti una prassi quasi obbligatoria.

A tal proposito lo Stato ci viene in aiuto con il decreto “Cura Italia” del 17/3/2020 che prevede una detrazione fiscale del 50% per tutto il 2020 a favore di  tutte quelle attività commerciali che usufruiranno di servizi di sanificazione ambientale forniti da ditte specializzate come la nostra.

Scarica ora il pdf gratuito in cui riepiloghiamo le indicazioni dell' istituto Superiore di Sanità.

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